Libri
Riassunti, recensioni e info varie del mondo dei libriIndignatevi – recensione e riassunto del libro di Stéphane Hesse
Indignatevi! è un pamphlet liberatorio e corrosivo di Stéphane Hessel, diplomatico francese, ex partigiano, novantatreenne combattivo che ha conquistato con questo testo migliaia di lettori. Dove sono i valori tramandati dalla Resistenza, dove la voglia di giustizia e di uguaglianza, dove la società del progresso per tutti? A ricordarci le cose che non vanno sono gli eventi di una quotidianità fatta di ingiustizie e di orrori come le guerre, le violenze, le stragi. Hessel parte da qui, per indicare a tutti quali sono i motivi per cui combattere e per cui tenere alta l’attenzione. L’indignazione è il primo passo per un vero risveglio delle coscienze, e il grido di Hessel ce lo ricorda con fermezza e convinzione.
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Il cacciatore di aquiloni
Il libro “Il cacciatore di aquiloni” racconta di Amir, un ragazzo afghano di etnia Pashtun abitante a Kabul (orfano della madre), e del suo senso di colpa per il suo amico, Hassan, figlio del suo servo di etnia Hazara. I due bambini giocavano a “cacciare” gli aquiloni, ovvero cercare di tagliare il filo dell’aquilone avversario. Un giorno Hassan e Amir incontrano dei ragazzi più grandi con ideali razzisti sulle diverse etnie, e Hassan, per proteggere il suo amico e padrone minaccia i ragazzacci con una fionda. Questi ultimi si vendicheranno poi violentando Hassan, e Amir, vedendo il fatto, per paura e ingenuità cerca di allontanare Hassan. Nel 1981, durante l’invasione russa in Afghanistan, Amir e suo padre scappano in California, negli USA. Qui Amir trascorre la sua giovinezza: si laurea in letteratura inglese, ottiene come moglie la figlia di un ex-generale afghano e purtroppo suo padre muore per un cancro ai polmoni, nel 1986. Nel 2001 l’amico di suo padre, che era rimasto a Kabul, gli chiede di fargli visita. Amir arriva in aereo fino in Pakistan e poi si traveste (con una lunga barba finta) da Talebano, avendo così il permesso di tornare in Afghanistan. Arrivato a Peshawar, incontra l’amico di famiglia, ormai anziano e malato, che gli riferisce la morte di Hassan, ucciso dai Talebani mentre proteggeva la vecchia abitazione di Amir. Hassan inoltre ha avuto un figlio, Sohrab, e per ultimo Amir viene a conoscenza del segreto che suo padre gli ha sempre tenuto nascosto: Amir e Hassan erano fratelli avuti da donne diverse. Scioccato, Amir decide di cercare suo nipote, quindi parte per Kabul e le tracce lo conducono fino ad un edificio utilizzato come orfanotrofio. Ma qui si scopre che un Talebano diverse volte veniva a prendersi bambini e bambine, che quasi mai tornavano. Così Amir continua la ricerca di questo bambino in un fortino controllato dai miliziani. Qui incontrerà il comandante, che è Assef, ovvero il ragazzo che ha violentato Hassan quando era bambino. L’uomo mostra il bambino e riconosce Amir, nonostante la barba finta. Così si vendica per i torti subiti da Amir e Hassan da bambini e inizia la coluttazione tra i due; Amir si trova in difficoltà ma Sohrab, proprio come il padre molti anni prima, punta una fionda contro l’ufficiale, e lo acceca. Amir poi prende suo nipote e scappano dal fortino, mentre i Talebani gli sparano. Passato il confine con il Pakistan finalmente sono entrambi salvi. A Islamabad Amir cerca di ottenere l’adozione di Sohrab ma capisce che è praticamente impossibile. Lo comunica al bambino che per paura di dover tornare in orfanotrofio tenta il suicidio. I medici lo salvano ed è un nuovo senso di colpa per Amir. Dopo aver risolto la pratica del visto e dell’adozione Amir torna con Sohrab in America. Amir inizia il lungo e doloroso processo perché Sohrab dimentichi gli abusi subiti ed inizi una nuova vita con loro e gli aquiloni in California.
Autore: Khaled Hosseini
Altre opere di Khaled Hosseini : Il cacciatore di aquiloni , Mille splendidi soli
Fonte: it.wikipedia.org
Viaggi
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Libri
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Queste le recensioni più lette:
- - Come Dio comanda – Niccolò Ammaniti
- - Gomorra – Roberto Saviano
- - Ho voglia di te – Federico Moccia
- - I Malavoglia – Giovanni Verga
- - I pilastri della terra – Ken Follett
- - Il barone rampante – Italo Calvino
- - Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini
- - Il cavaliere inesistente – Italo Calvino
- - Il codice da Vinci – Dan Brown
- - Il delfino – Sergio Bambaren
- - Il diario di Jane Somers – Doris Lessing
- - Il fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello
- - Il giovane Holden – J. D. Salinger
- - Il nome della rosa – Umberto Eco
- - Il Piccolo Principe – Antoine De Saint-Exupery
- - Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde
- - Io non ho paura – Niccolò Ammaniti
- - L’amico ritrovato – Fred Uhlman
- - L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon
- - La camera azzurra – Georges Simenon
- - La casta – Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
- - La coscienza di Zeno – Italo Svevo
- - La fattoria degli animali – George Orwell
- - Madame Bovary – Gustave Flaubert
- - Mastro don Gesualdo – Giovanni Verga
- - Mille splendidi soli – Khaled Hosseini
- - Mondo senza fine – Ken Follett
- - Non ti muovere – Margaret Mazzantini
- - Novecento – Alessandro Baricco
- - Oliver Twist – Charles Dickens
- - Persuasione – Jane Austen
- - Scusa ma ti chiamo amore – Federico Moccia
- - Se questo è un uomo – Primo Levi
- - Siddharta – Hermann Hesse
- - Sostiene Pereira – Antonio Tabucchi
- - Tre metri sopra il cielo – Federico Moccia
- - Uno, nessuno e centomila – Luigi Pirandello
Buona lettura!
Libri
Questo è l’elenco alfabetico dei libri più cercati su omnialibri:
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Di seguito l’elenco dei titoli più venduti della scorsa settimana (fonte: arianna)
| Titolo | Autore | Editore | Prezzo | |
| 1 | Maruzza Musumeci | Andrea Camilleri | Sellerio Editore Palermo | 10,00 |
| 2 | L’amore e il potere…. | Bruno Vespa | Mondadori | 18,50 |
| 3 | Mondo senza fine | Ken Follett | Mondadori | 20,00 |
| 4 | La casta… | G. Antonio Stella; Sergio Rizzo | Rizzoli | 18,00 |
| 5 | Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia…. | Andrea Camilleri | Mondadori | 17,00 |
| 6 | Mille splendidi soli | Khaled Hosseini | Piemme | 18,50 |
| 7 | La speranza indiana. Storie di uomini, città e denaro dalla più grande democrazia del mondo | Federico Rampini | Mondadori | 15,00 |
| 8 | I figli di Húrin | John R. R. Tolkien; C. Tolkien (cur.) | Bompiani | 20,00 |
| 9 | L’eleganza del riccio | Muriel Barbery | E/O | 18,00 |
| 10 | Il cacciatore di aquiloni | Khaled Hosseini | Piemme | 17,50 |
| 11 | Il potere della luce. Fairy Oak. Vol. 3 | Elisabetta Gnone | De Agostini | 16,90 |
| 12 | La sovrana lettrice | Alan Bennett | Adelphi | 12,00 |
| 13 | Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra | Roberto Saviano | Mondadori | 15,50 |
| 14 | L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani | Umberto Galimberti | Feltrinelli | 12,00 |
| 15 | Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento | Sergio Luzzatto | Einaudi | 24,00 |
Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen
Jane Austen descrive in maniera poetica, intelligente e ironica la vita delle giovani donne e la società nella campagna inglese del Settecento, anche attraverso una minuziosa caratterizzazione psicologica e comportamentale dei personaggi della storia. Il manoscritto originale fu composto fra il 1796 e il 1797, originariamente con il titolo First Impressions. Fu pubblicato nel 1813 al termine di un processo di revisione iniziato nel 1811. All’epoca in cui scrisse Orgoglio e pregiudizio, la Austen era appena ventenne e viveva nella stessa camera della sorella. Scriveva su semplici quaderni. Non si leggono invece, nella trama, riferimenti ai drammatici eventi storici di quegli anni (primi fra tutti, la rivoluzione francese e l’inizio delle campagne napoleoniche).Bisogna ricordare anche che l’orgoglio è ostinazione, non fa ascoltare nessuno fuorchè sé stessi.
Il romanzo ha come temi principali (che danno il titolo all’opera) l’orgoglio di classe del signor Darcy e il pregiudizio di Elizabeth Bennet nei confronti di quest’ultimo. La trama del romanzo si concentra sulle vicende della famiglia Bennet, composta dai Mr e Mrs Bennet e dalle loro cinque figlie: Jane, Elizabeth, Mary, Catherine e Lydia. L’obbiettivo rimasto a Mrs Bennet è quello di vedere sposata almeno una delle sue figlie il prima possibile. Mrs Bennet è una donna frivola e scarsamente portata a mantenere il necessario contegno in società. Mr Bennet,il suo consorte, è un uomo intelligente e sarcastico che ha trovato il suo tranquillo equilibrio ignorando le intemperanze delle figlie minori, di cui la preferita è Elizabeth, e della moglie, trascurandone tuttavia oltremodo l’effetto. Quando un ricco scapolo, Mr Bingley, si trasferisce a Netherfield, una tenuta in affitto nelle vicinanze, Mrs Bennet freme affinchè le figlie vengano presentate al ricco signore quanto prima. Il primo incontro ha luogo durante il ballo dato da Sir Lucas, vicino di casa dei Bennet, dove la famiglia viene presentata a Mr Bingley, a sua sorella e al misterioso Mr Darcy. Mr Bingley sembra divertirsi parecchio, mentre l’amico Darcy e la sorella rimangono in disparte gran parte della sera, danzando raramente e passando il tempo parlando fra loro. Questo vale a Mr Darcy la fama di ricco signore orgoglioso. Durante il ballo Elizabeth viene definita da Darcy “Appena passabile ma non abbastanza bella da tentarlo”. Elizabeth lo sente e, presa dal suo orgoglio, lo prende in antipatia. Mr Bingley e Jane, invece, ballano tutta la sera con gran diletto. Il giorno successivo le sorelle Bennet passano il pomeriggio a Maryton, la città più vicina, dove normalmente viene dispiegato l’esercito. Le ragazze hanno modo di conoscere Mr Whickham, che dichiara apertamente di conoscere da tempo Darcy e di aver vissuto con lui a lungo durante l’infanzia. A Elizabeth racconta di essere stato defraudato dell’eredità lasciatagli dal padre di Mr Darcy per ovvie gelosie del figlio nei suoi riguardi, condannandolo per sempre alla vita del soldato. Jane va in visita a Netherfield per un thè con Miss Bingley. Durante il tragitto viene sorpresa da un temporale, che le vale un serio raffreddore, costringendola a trattenersi presso i Bingley per qualche giorno. Il padrone di casa appare raggiante, mentre Miss Bingley e Mr Darcy non ne sembrano entusiasti. Durante le visite di Elizabeth a Netherfield per prendersi cura della sorella, Darcy si scopre innamorato della secondogenita Bennet, la cui conoscenza ha occasione di approfondire. Nel frattempo Longburn, la tenuta dei Bennet, viene sconvolta da un nuovo arrivo: il cugino Mr Collins, pastore presso la tenuta di Lady Catherine De Bourgh nel Hertfordshire. Mr Collins è il legittimo erede di Longburn e spera di poter sposare una delle figlie dei Bennet, affinchè queste, qualora Mr Bennet venga a mancare prematuramente, possano avere un tetto. La sua inevitabile scelta ricade immediatamente su Jane, la più bella. Mr Collins viene ben presto informato da Mrs Bennet che Jane sarà presto fidanzata e che pertanto la sua scelta dovrebbe ricadere su Elizabeth. Mr Collins si getta in una corte sfrenata, che culmina con la richiesta della mano della secondogenita Bennet, la quale, basita, rifiuta categoricamente nonostante le rimostranze della madre. Mr Collins, deciso a tornare a casa con una moglie, decide di sposare Charlotte Lucas, la migliore amica di Elizabeth Mr Bingley organizza un ballo a Netherfield, come promesso alle sorelle Bennet. Il suo trasporto nei riguardi di Jane è piuttosto visibile, mentre i sentimenti di Jane sono piuttosto mascherati e poco chiari. Mr Darcy si convince che Jane non è realmente innamorata dell’amico. Inoltre nota la proverbiale frivolezza di Catherine e Lydia, e l’incapacità di mantenere il dovuto contegno di Mr Bennet e Mrs Bennet. Pertanto, si convince che la cosa migliore per Bingley sia quello di lasciare Netherfield al più presto, per non incorrere in un matrimonio sconveniente. Dopo la dipartita di Bingley e la chiusura di Netherfield, Jane viene spedita dagli zii a Londra, mentre Elizabeth parte per l’Hertfordshire in visita a Mrs Collins. Si viene ben presto a sapere che Mrs De Bourgh, mecenate di Mr Collins, è la zia di Mr Darcy, il quale si trova ugualmente a Rosings in visita alla zia. Durante la sua permanenza Elizabeth si imbatte spesso in Mr Darcy, il quale alla fine capitola e si dichiara, non privo del suo famoso orgoglio e con la convinzione che verrà accettato. Elizabeth, che lo rifiuta categoricamente, dichiara che mai potrebbe sposare colui che è stato la causa del dolore di più di una persona, di cui l’ultima la sua cara sorella Jane. Il giorno successivo, Mr Darcy le scrive una lettera di chiarimento in cui la informa di aver agito per il meglio nei riguardi di Bingley e si dilunga a spiegare la sua situazione con Mr Whicham. Pare infatti che quest’ultimo, non soltanto sia per fama un truffatore, ma abbia anche cercato di circuire la sorella di Mr Darcy, Georgiana. Elizabeth, rincasata, riparte con gli zii londinesi per una gita ai laghi, sfiorando la tenuta di Pemberley, di cui Mr Darcy è padrone. Sollevata all’idea che il legittimo padrone non sia in casa, visita con grande interesse la tenuta. Ben presto però, appare ovvio che il padrone è rientrato prima del tempo. Mr Darcy le fa conoscere la sorella minore e invita a cena Mr e Mrs Gardiner, gli zii di Elizabeth. La cena viene però interrotta da una pessima notizia: Lydia, che era in vacanza con il colonnello Forster e moglie a Brighton, è scappata con Whickham. Il rientro di Elizabeth è imminente. La situazione scandalosa provocata da Whickham e Lydia viene presto messa a tacere con un matrimonio di convenienza. Qualche tempo più tardi, Elizabeth viene a sapere dello zio di Londra che Mr Darcy è l’artefice della “pace” tra Whickham e Mr Bennet. La informa infatti che Whickham è stato profumatamente pagato per sposare Lydia. Bingley, insieme a Darcy, va in visita a Longburn per chiedere la mano di Jane, che ovviamente essendone innamorata, l’accetta. Elizabeth, oltre che al normale senso di gratitudine, si rende conto di provare dell’amore nei confronti di Mr Darcy, che tuttavia non si ripropone. Elizabeth viene svegliata una notte da una visita a sopresa di Lady Catherine De Bourgh. La mecenate dei Collins vuole sapere se si è promessa al nipote e le richiede di promettere solennemente che mai si congiungerà in matrimonio con Mr Darcy. Elizabeth rifiuta di promettere alcunchè. Mr Darcy, che viene a sapere dell’accaduto, comprende che Elizabeth nutre qualcosa di nuovo per lui. Il giorno successivo Mr Darcy, in visita con l’amico Bingley presso i Bennet, si ripropone a Elizabeth. L’epilogo è il matrimonio tra Elizabeth e Mr Darcy e quello tra Jane e Mr Bingley.
Fonte: it.wikipedia.org
Altre opere di Jane Austen: Orgoglio e pregiudizio, Persuasione
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Il cacciatore di aquiloni
L’incipit de Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini:
«Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto. »
Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C’è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.
Altre opere di Khaled Hosseini : Il cacciatore di aquiloni , Mille splendidi soli
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Federico Moccia
Figlio d’arte, suo padre Giuseppe Moccia – meglio conosciuto come Pipolo – è stato primo sceneggiatore cinematografico, assieme a Castellano, di varie pellicole con Totò, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ed altri comici nostrani, e poi regista di alcuni tra i maggiori successi commerciali della commedia all’italiana a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80, come ‘Il bisbetico domato’, ‘Attila flagello di Dio’, ‘Il ragazzo di campagna’ o ‘Scuola di ladri’.
Proprio ‘Attila flagello di Dio’ segna anche l’esordio nel mondo del cinema di Federico, che vi partecipa, appena diciannovenne, come aiuto regista. Nel 1987 ci prova quindi da solo, ma ‘Palla al centro’ passa completamente inosservato, costringendolo a passare alla tv: nel 1986 è uno degli sceneggiatori della prima stagione de I ragazzi della 3ª C e nel 1989 partecipa così sia come regista che come sceneggiatore al progetto di ‘College’, telefilm giovanile e giovanilista con Federica Moro. In TV rimane a lungo anche in qualità di autore, scrivendo i testi di molte trasmissioni di successo nel campo dell’intrattenimento come I Cervelloni, Fantastica italiana e Domenica In.
Nel 1992 ha scritto il suo primo libro, il romanzo Tre metri sopra il cielo. In un primo momento Federico Moccia ebbe dei problemi nel trovare una casa editrice che fosse disposta a pubblicare il suo romanzo d’esordio, poi la Feltrinelli decise di pubblicarlo, ma con una tiratura di poche copie. In seguito accadde un fenomeno piuttosto strano: le poche copie del libro venivano fotocopiate dai giovani lettori che si appassionavano sempre di piu.
Intanto, nel 1996, fa un altro tentativo nel cinema col film ‘Classe mista 3A’, da lui scritto e diretto, che si avvale anche della breve partecipazione di Paolo Bonolis: è però un altro fiasco.
Ritorna quindi dietro le quinte televisive, per uscirne però a sorpresa nel 2004, a quarantuno anni, quando il suo libro Tre metri sopra il cielo, dopo il boom di diffusione tra i licei romani, viene rivisto dalla Feltrinelli in una nuova edizione ridotta: il successo è immediato e porta anche ad una riduzione cinematografica, con tanto di ripubblicazione della versione originale ed integrale del 1992. Con il libro Tre metri sopra il cielo Moccia ha vinto il Premio “Torre di Castruccio”, sezione Narrativa 2004 e il Premio “Insula Romana”, sezione Giovani Adulti 2004. Il romanzo è stato venduto in tutti i Paesi d’Europa e persino in Giappone e in Brasile.
Nel 2006 esce il suo secondo romanzo, Ho voglia di te (Feltrinelli), séguito del libro precedente, da cui viene tratto l’omonimo film l’anno seguente.
Nel 2007 nelle librerie regna Scusa ma ti chiamo amore edito da Rizzoli, e il personaggio di Federico Moccia è diventata tanto celebre che è stato imitato più volte da Fiorello nella trasmissione Viva Radio 2 dal 5 marzo 2007 e alla Fiera internazionale del libro di Torino sempre nel 2007.
Anche da questo suo ultimo libro verrà tratto un film, per la regia dello stesso Moccia, con uscita prevista per gennaio 2008. Attore protagonista sarà Raoul Bova.
Attualmente Federico Moccia è impegnato anche come autore televisivo per il programma Ciao Darwin.
Bibliografia
1992 – Tre metri sopra il cielo
2006 – Ho voglia di te
2007 – Scusa ma ti chiamo amore
2007 – Cercasi Niki disperatamente
2007 – La passeggiata – (Corriere della Sera, Racconto)
Fonte: it.wikipedia.org
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Altre recensioni utili: Novecento, Il giorno della civetta, Il codice da Vinci
Recensione e riassunto del libro “Madame Bovary” di Gustave Flaubert
Madame Bovary è un romanzo di Gustave Flaubert che fu posto sotto inchiesta per oscenità dalla pubblica accusa quando venne pubblicato a puntate ne La Revue de Paris tra il 1° ottobre 1856 ed il 15 dicembre 1856, dando luogo ad un processo nel gennaio 1857 che ne accrebbe la fama. Dopo l’assoluzione [1], il 7 febbraio, divenne un bestseller sotto forma di libro nell’aprile del medesimo anno, ed oggi è considerato uno dei primi esempi di romanzo realista.
È imperniato sulla figura della moglie di un dottore, la signora Emma Bovary, che si dà all’adulterio e vive al di sopra dei suoi mezzi per sfuggire alla noia ed alla vacuità della vita di provincia. Benché la trama fondamentale sia piuttosto semplice, se non addirittura stereotipata, l’opera attinge alla vera arte nei dettagli e negli schemi nascosti. Si sa che Flaubert era un perfezionista della scrittura e si faceva un vanto di essere alla perenne ricerca de le mot juste (la parola giusta).
Madame Bovary si svolge nella provincia settentrionale della Francia, presso la città di Rouen in Normandia. Un medico, Charles Bovary, sposa una bella ragazza di campagna, Emma Rouault. Ella è impregnata di desiderio per il lusso e la romanticheria, che le proviene dalla lettura di novelle popolari. Charles è benestante, ma anche noioso e maldestro. Emma crede che la nascita di un maschio “curerà” il loro matrimonio. Quando rimane incinta, ed alla fine partorisce una figlia, si convince che la propria vita è virtualmente finita.
Charles decide che per Emma ci vuole un cambio di scena, e si trasferisce dal villaggio di Tostes (oggi Tôtes) ad un altro villaggio altrettanto deprimente, Yonville (tradizionalmente identificato con la cittadina di Ry). Emma accetta il corteggiamento di una delle prime persone che incontra, un giovane studente di giurisprudenza, Léon Dupuis, che sembra condividere con lei il gusto per le “cose più belle della vita”. Quando egli se ne va per motivi di studio a Parigi, Emma intraprende una relazione con un ricco proprietario terriero, Rodolphe Boulanger. Confusa dalla fantasia romantica, escogita un piano per fuggire con lui. Rodolphe, tuttavia, non l’ama, e rompe l’accordo la sera precedente a quella dell’architettata fuga, mediante una lettera sul fondo di un cesto di albicocche. Lo shock è tale che ella si ammala gravemente, e per qualche tempo si rifugia nella religione.
Emma e Charles assistono all’opera una sera a Rouen, ed Emma incontra daccapo Léon. Iniziano una relazione: Emma si reca in città ogni settimana per incontrarlo, mentre Charles crede che lei prenda lezioni di pianoforte. Al contempo, Emma sta spendendo esorbitanti somme di denaro. Quando i suoi debiti raggiungono valori esplosivi e la gente inizia a sospettare l’adulterio. Dopo che i suoi amanti le hanno rifiutato il denaro per pagare il debito Emma inghiottisce dell’arsenico e muore, in modo penoso e lento. Il leale Charles è sconvolto, tanto più che ritrova le lettere che Rodolphe le scriveva. In breve, muore a sua volta, e la figlia della coppia rimane orfana.
Fonte: it.wikipedia.org
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